Viaggi

Viaggiare con il Covid: da Roma a Disneyland Paris

viaggiare con il covid

Viaggiare con il Covid non è assolutamente facile. Quando ho prenotato il viaggio a Parigi, la situazione di emergenza Covid era sotto controllo; dopo tre settimane, alla vigilia della partenza, la situazione si era aggravata notevolmente. Il bollettino parlava (e parla tutt’ora) di più di 1.000 contagi in 24 ore; sapevamo quindi di dover partire con delle accortezze, e che protagoniste del viaggio sarebbero state mascherina e Amuchina. Il programma prevedeva due giorni a spasso per la città e un giorno al parco Disneyland (avevamo vinto dei biglietti con scadenza a Settembre, il motivo della partenza). In questo post vorrei raccontarvi la mia esperienza di viaggio durante il Covid, dall’aeroporto all’hotel fino al parco Disneyland con annessi trasporti; mi piacerebbe darvi qualche consiglio se siete in partenza o se dovrete partire nei prossimi mesi (temo che questa emergenza durerà ancora parecchio, ma non può e non deve fermarci!).

La valigia

Come sempre, ho deciso di partire solo con uno zaino, nonostante il mio biglietto comprendesse anche un trolley. Viaggiare con lo zaino in tempi di Covid (e non) significa essere sicuramente più pratici ed avere sempre a portata di mano tutto il nostro bagaglio. Molte compagnie hanno vietato l’uso delle cappelliere, sappiate che al momento sono state reintrodotte da tutte le maggiori compagnie low cost e di linea.

In valigia è necessario portare una serie di strumenti fondamentali:

  • Amuchina, tanta, in quantità necessaria da poter coprire abbondantemente i giorni di vacanza. Dividetela in più recipienti se viaggiate solo cn il bagaglio a mano.
  • Mascherine, nella maggior parte dei posti sono obbligatorie, tenete sempre presente che bisogna cambiarle, quindi  portatene almeno 2 a persona e tenetele sempre in borsa, potrebbe cadervi a terra e avere la necessità di cambiarla.
  • Ciabatte, e qui faccio ammenda; per risparmiare spazio, porto spesso i calzini antiscivolo al posto delle pantofole, tuttavia in tempo di Covid una pantofola risulta sicuramente più igienica, prossima volta non farò lo stesso errore.

Se volete approfondire vi consiglio di leggere il mio articolo su come preparare lo zaino da viaggio.

Il viaggio in aereo

Il trasporto aereo è sicuramente uno degli elementi che presenta maggiori novità quando si tratta di viaggiare con il covid.

In aereo dovrete indossare la mascherina per tutto il tempo. Le hostess non serviranno snack o bevande per evitare al massimo i contatti tra le persone. Io ho viaggiato con Alitalia e ammetto di essermi sentita sicura per tutto il tempo, i sedili sono in pelle quindi è facile igienizzarli e l’aereo era davvero molto pulito.

In aeroporto, in base al paese di destinazione, dovrete consegnare delle autocertificazioni che trovate sul sito della compagnia aerea senza le quali non vi faranno partire. Le norme sulle autocertificazioni cambiano in base ai paesi.

Prima di salire sull’aereo avviene sempre la misurazione della temperatura; con un valore superiore a 37,5 gradi (in Italia, all’estero i valori potrebbero essere diversi) non potrete partire.

Attualmente non è obbligatorio il distanziamento sociale a bordo, tuttavia con Alitalia è possibile prenotare posti con distanziamento sociale.

Trasporto pubblico francese

Arrivati a Parigi non abbiamo avuto grandi problemi con il trasporto pubblico, tutti indossavano la mascherina e sulla metro c’erano addetti al controllo e alla santificazione dei vagoni treno e metro (non abbiamo provato gli autobus).

Hotel

Abbiamo alloggiato al Tonic Hotel du Louvre, con prezzo e posizione davvero impeccabili. La camera veniva regolarmente sanificata, tuttavia aveva la moquette, un elemento che si trova spesso all’estero e che non è sintomo di igiene impeccabile.

Nonostante questo, anche in hotel era presente un dispenser di igienizzante all’entrata e la mascherina era obbligatoria negli ambienti comuni, il secondo giorno, probabilmente a causa dell’inasprimento delle norme anti covid, vicino l’ascensore è stato affisso un cartello che invitava a salire una persona alla volta.

Taxi ed Ncc

Esattamente come in Italia, anche a Parigi la maggior parte dei taxi e degli mcc hanno il vetro in plexiglass che divide gli ambienti. Nel caso non ci fosse, è obbligatorio per conducente e cliente l’uso costante della mascherina.

Viaggiare con il Covid

Il parco Disneyland durante il Covid

Se c’è un posto dove davvero mi sono sentita sicura, quello è Disneyland Paris.

All’entrata misurano la temperatura ed è severamente vietato togliere la mascherina, tranne nei momenti in cui si consumano i pasti nelle aree dedicate.

Il distanziamento sociale è la prima regola, per terra infatti vi sono degli adesivi sui quali è vietato stare che regolano la distanza tra una persona e un’altra.

Non è possibile abbracciare i personaggi, ma si possono fare delle foto a distanza; anche parate e spettacoli sono sospesi e il parco utilizza l’orario invernale, quindi con chiusura alle 20 (19 per gli studios).

Le file sono brevi (massimo 60 minuti negli orari di punta), i ristoranti vanno solo su prenotazione, con tavoli super distanziati mentre per i bar non è più possibile il servizio al tavolo ma solo take away.

Le fontane potabili del parco sono chiuse, quindi è necessario portarsi acqua in abbondanza.

All’ingresso e all’uscita di ogni attrazione o negozio vi sono dispenser di igienizzante, per un totale di circa 2.000 dispenser in tutto il parco, è obbligatorio igienizzarsi le mani ogni volta che si entra o esce da un ambiente/attrazione.

La mascherina è obbligatoria e loro sono davvero molto rigorosi, non è possibile levarla nemmeno per una foto o se attorno a voi non c’è nessuno, verrete richiamati immediatamente dagli addetti ai controlli.

All’apertura e chiusura del parco, i personaggi Disney salutano gli ospiti da una balconata; anche in quel caso, viene fatta rispettare severamente la norma sul distanziamento sociale, riprendendo ogni persona che si avvicina troppo ad altre non appartenenti al proprio nucleo familiare.

Sulle attrazioni, infine, non vengono fatte salire insieme persone appartenenti a diversi nuclei familiari, mentre su attrazioni composte dallo stesso vagone, vengono alternate le file.

Bene, credo di avervi detto tutto. Questo è stato il mio viaggio a Parigi.

Tra i lati negativi ci sono sicuramente la difficoltà di trovare locali che rispettassero il distanziamento sociale nel cuore della città.
Purtroppo ancora troppe persone sottovalutano il problema e non attuano queste piccole e semplici mosse che possono davvero farci tornare alla vita di tutti i giorni (o quasi).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *